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home » luglio-agosto 2018 » Elisir di Salute – Luglio Agosto 2018

Se il problema è la mandibola…

Spesso problemi di postura possono determinare alterazioni del funzionamento della mandibola o viceversa esserne influenzati

In un reale approccio globale alla persona, oggi la Medicina non può più prescindere da una visione completa dell’organismo umano, in cui ogni parte è connessa alle altre e dove tutte si influenzano vicendevolmente. In quest’ottica l’Odontoiatria svolge un ruolo fondamentale poiché l’occlusione mandibolare influenza in maniera determinante gli equilibri posturali.

Lo studio dell’anatomia dal punto di vista funzionale e l’osservazione clinica dimostrano in maniera inconfutabile tali connessioni e il Dentista ha quindi la possibilità di essere decisivo nella risoluzione di malattie che, ad un primo approccio diagnostico, sembrano non avere nessuna connessione con la bocca e i denti.

 

Se le articolazioni mandibolari “lavorano male”

 Sono sempre più comuni le persone che presentano sintomi di malfunzionamento doloroso delle articolazioni temporo-mandibolari, ovvero le articolazioni che consentono alla mandibola tutti i movimenti a cui la mandibola stessa è tenuta: innanzitutto i movimenti masticatori, ma anche quelli correlati, ad esempio, alla fonazione e alla deglutizione.

Il quadro clinico è costituito da segni e sintomi caratteristici. I segni sono oggettivi e possono essere rappresentati da asimmetrie statiche o dinamiche della mandibola, sia ossee che muscolari, da abrasioni delle superfici dentarie, da rumori articolari, da segni percepibili alla palpazione quali contratture muscolo-tendinee o edemi. I sintomi sono viceversa soggettivi come dolore articolare, a riposo o durante l’apertura della bocca, difficoltà o impossibilità di compiere una masticazione adeguata, dolori emicranici, cefalici o cervicali, scatti mandibolari, sensazione di stanchezza o irrigidimento muscolare, soprattutto mattutino, percezione di instabilità della mandibola.

 

I disordini cranio-mandibolari

Questi disordini interessano una sempre maggiore percentuale di popolazione, soprattutto femminile, anche in conseguenza del fatto che molte malattie cefaliche (un tempo classificate come di incerta natura) risultano in realtà collegate con disfunzioni delle articolazioni temporo-mandibolari, tant’è che attualmente si tende a parlare in termini più ampi di Disordini cranio-mandibolari. Si tratta dunquedi malattie che, oltre alla negativa influenza sulla qualità della vita delle persone affette, hanno un non indifferente impatto sociale: basti pensare al numero complessivo di giornate lavorative perdute ogni anno a causa del cosiddetto “mal di testa”. Il più delle volte l’intervento di più specialisti permette di risolvere casi di questo tipo, in quanto diverse sono le branche mediche coinvolte. Si tratta infatti di malattie multifattoriali sia per quanto riguarda l’origine che per gli elementi scatenanti e aggravanti, per cui risulta abbastanza comune l’evenienza di un disturbo di funzione articolare mandibolare dovuto ad un cattivo contatto dei denti che peggiora in conseguenza dello spasmo muscolare (dovuto ad un carico non equilibrato e simmetrico), che infine precipita quando fattori psicologici (stress, tensione emotiva) determinano una eccessiva attività dei muscoli e delle articolazioni che “lavorano male”.

 

L’intervento di più Specialisti

L’influenza reciproca dei vari compartimenti anatomici del corpo umano è tale che uno squilibrio a carico del distretto cranio-mandibolare può, come detto, ripercuotersi sui muscoli di tronco e bacino, facendo sì che problemi di postura possano determinare alterazioni del funzionamento mandibolare o viceversa esserne influenzati. Si comprende pertanto come nella maggioranza dei casi sia auspicabile la collaborazione di più Specialisti: l’Odontoiatra dovrà prendersi cura del reciproco rapporto di tutti i denti, che può essere modificato mediante placche, protesi o apparecchi ortodontici; il Fisiatra dovrà trattare la malattia muscolo-articolare; lo Psicologo dovrà affrontare gli eventuali problemi legati alla sfera emotiva; il Neurologo dovrà escludere Nevralgie di altra natura e infine il Chirurgo maxillo-facciale dovrà intervenire nei casi più gravi che non rispondono agli altri tipi di terapia.

Possiamo pertanto concludere che i Disordini craniomandibolari comprendono un novero piuttosto ampio e multiforme di malattie, accomunate tuttavia dal dolore cranio-facciale e dalla difficoltà ad espletare una normale funzione mandibolare, nonché dalla possibilità di essere curati con successo se ben inquadrati da un punto di vista diagnostico e correttamente trattati da Specialisti esperti.

 

Malocclusioni e squilibri muscolari

È importante sapere che, oltre a problematiche a carico delle articolazioni temporo-mandibolari molto difficili da trattare, esistono anche malocclusioni dentarie che possono provocare squilibri muscolari e che possono essere risolte in maniera relativamente semplice, per esempio con la sola estrazione di un dente del giudizio, oppure con l’applicazione di un bite, cioè di una placca interdentaria che decondiziona le posture errate aiutando il Paziente a recuperare e mantenere un corretto assetto muscolare e scheletrico. È inoltre importante sottolineare che tante situazioni di malposizionamento degli elementi dentali, con conseguenti problemi di malocclusione, possono essere trattati attraverso l’applicazione dei cosiddetti “apparecchi invisibili”, trattamenti che, in virtù dei notevoli vantaggi dal punto di vista igienico ed estetico, possono più facilmente essere affrontati anche in età adulta. Concludendo, è importante sottolineare ancora una volta il ruolo dell’Odontoiatra moderno nell’ambito medico, non più come semplice “meccanico” dei denti ma come fulcro nella collaborazione tra diverse figure professionali che abbiano a cuore la salute globale dei Pazienti.

 

Tratto da  Elisir di Salute (copyright)  

 il punto di vista di medici e ricercatori  

luglio/agosto 2018

 

Dott. Aldo Nobili

Vicepresidente ANDI

Associazione Nazionale Dentisti Italiani


Elisir di Salute • luglio-agosto 2018