fbpx
Sari 2000
SlideShow 01 SlideShow 01 SlideShow 01
Sari2000 Home SlideShow
home » gennaio-febbraio 2018 » Elisir di Salute – Gennaio Febbraio 2018

Secchezza della bocca, quale rimedio?

La Xerostomia è un disturbo caratterizzato dalla sensazione di avere la bocca secca, può essere risolto dopo averne accertato le cause

La Xerostomia, termine che deriva dal greco e che significa bocca (stoma) secca (xero), è un disturbo che incide in modo significativo sulla qualità della vita di chi ne è affetto. Si tratta di un sintomo caratterizzato da una fastidiosa sensazione di secchezza della bocca, che è generalmente determinata, ma non sempre, dalla riduzione della salivazione.

La saliva è una delle sostanze più versatili prodotte dal nostro corpo e svolge un complesso ruolo nella conservazione della salute della bocca e della faringe; ne produciamo da 800 a 1500 ml al giorno con un flusso da 0,3 a 0,4 ml al minuto; quando questo flusso scende al di sotto di 0,1 ml/min parliamo di Iposcialia, ossia di scarsa salivazione, che ha come conseguenza appunto la Xerostomia.

 

Il ruolo della saliva

La saliva è prodotta dalle ghiandole salivari, di cui ne esistono sei maggiori (le parotidi, situate sotto le orecchie, le sottomadibolari e le sottolinguali) e centinaia di minori, distribuite nel palato, nella bocca e nella faringe. Contenente centinaia di sostanze, la saliva è formata da una componente sierosa, più liquida, ed una mucinosa, più densa, che riveste i denti e la mucosa del cavo orale, agendo come protettore e lubrificante.

Il suo ruolo è fondamentale anche nei processi di digestione, nel mantenimento di un pH stabile, contrastando l’eccessiva acidità o alcalinità di alcuni alimenti, nella produzione di immunoglobuline A (anticorpi coinvolti nella risposta immunitaria) e di altre proteine che impediscono lo sviluppo di funghi, batteri e virus.

 

Le possibili cause

Avere la bocca secca è un problema piuttosto diffuso, ma è sicuramente più frequente nella terza età ove colpisce sino al 20% dei soggetti. Le cause sono numerosissime e quelle che provocano i disturbi peggiori sono la Sindrome di Sjögren (malattia autoimmune che colpisce le ghiandole salivari e lacrimali) ed i trattamenti radioterapici per la cura dei Tumori della testa e del collo. In questi casi la Xerostomia è determinata dalla distruzione dei tessuti salivari e conseguente perdita della secrezione.

Cause meno importanti per la gravità del danno provocato, ma decisamente più frequenti, sono rappresentate dai farmaci, che presentano come effetto collaterale l’Iposcialia. Ne sono stati identificati più di 150, dei quali circa una cinquantina hanno un effetto significativo sulla secrezione salivare. Questo dato spiega la maggiore incidenza della Xerostomia nell’anziano che, oltre ad avere una minore efficienza dei tessuti ghiandolari salivari legata all’invecchiamento, spesso assume farmaci che possono anche interagire fra loro aumentando l’effetto inibitore della secrezione salivare.

La Xerostomia può essere provocata anche da Diabete, alcuni disturbi d’ansia, abuso di sostanze psicotrope, fumo di tabacco, alcoolismo e da altre rare malattie autoimmuni o paraneoplastiche.

 

Effetti sulla salute

La scarsità o l’alterazione della composizione della saliva, oltre al fastidioso disturbo della Xerostomia, ha diversi effetti sulla nostra salute. In primo luogo aumenta notevolmente l’incidenza della Carie perché viene a mancare l’autodetersione del cavo orale, condizione determinata dall’aumento della flora patogena legata alla riduzione delle sostanze antimicrobiche contenute nella saliva, dal mancato apporto dei sali minerali contenuti nella saliva e dall’alterazione del pH orale che diventa acido, cosa che favorisce la demineralizzazione dentaria; la riduzione del potere antinfettivo salivare comporta anche l’aumento incontrollato di batteri e funghi presenti normalmente nel cavo orale e conseguentemente la comparsa di Candidosi, Afte, Parodontopatie.

Ne risente anche la qualità e la quantità dell’alimentazione, perché il sapore degli alimenti è alterato, viene a mancare l’azione degli enzimi digestivi e il bolo alimentare risulta più asciutto e quindi più difficile da deglutire. La cattiva autodetersione del cavo orale determina infine la persistenza di frammenti di cibo che vanno incontro a fenomeni putrefattivi, fonte di irritazioni e di Alitosi.

 

Come intervenire

L’obiettivo principale della cura della Xerostomia dovrebbe essere una terapia causale, volta cioè a curare la malattia che ha determinato la secchezza della bocca. Questo però è spesso difficile, se non impossibile. Ad esempio, nella malattia di Sjögren si ha una progressiva distruzione dei tessuti salivari che può essere rallentata dalla terapia causale con immunosoppressori ma non evitata del tutto. Quindi, una volta attuate tutte le cure causali, spesso il sintomo persiste e non resta che affidarsi a terapie sintomatiche. Queste ultime hanno l’obiettivo di aumentare il flusso salivare, quando vi è ancora del tessuto salivare sfruttabile, o trovare un sostituto alla saliva stessa. Nel primo caso si possono utilizzare farmaci colinergici, cioè che aumentano o mimano l’azione dell’acetilcolina; tuttavia il loro ruolo è fortemente limitato dai frequenti e fastidiosi effetti collaterali.

Un altro metodo di recente introduzione è l’elettrostimolazione transcutanea (TENS), praticamente innocuo ma di cui non è ancora stata provata la validità. L’acido citrico e l’acido malico hanno un effetto stimolante la salivazione e sono privi di effetti collaterali sistemici; determinano però un abbassamento del pH orale che favorisce la demineralizzazione dentaria, già messa in pericolo dalla mancanza di saliva.

Una procedura mini-invasiva, la Scialoendoscopia, che consiste nell’esplorazione, mediante sottilissimi endoscopi, delle vie salivari maggiori, e che consente di asportare tappi mucosi, dilatare restringimenti o asportare piccoli calcoli che ne possono compromettere il funzionamento, è stata utilizzata con discreto successo, anche se temporaneo, nella Sindrome di Sjögren.

I sostituti salivari sono di aiuto per ridurre sia il fastidio che gli effetti dannosi della mancanza di saliva; sono dei composti che mimano la viscosità e l’effetto lubrificante della saliva e spesso contengono agenti antimicrobici come il lisozima; devono essere usati molto frequentemente e rappresentano l’unico presidio terapeutico quando il tessuto salivare è stato completamente distrutto.

 

Igiene orale e alimentazione

Anche le misure igienico-dietetiche rivestono un ruolo importante: una accuratissima igiene orale con spazzolamento della lingua, un’abbondante idratazione, l’utilizzo di colluttori antimicrobici e privi di alcool, il consumo di gomme da masticare contenenti xilitolo (esercitano una stimolazione meccanica sulle ghiandole salivari ed un’azione osmotica, dello xilitolo, che richiama acqua dalle mucose), un’alimentazione ricca di frutta e verdura sono presidi privi di effetti collaterali ed efficaci nel migliorare i sintomi e ridurre gli effetti di questa fastidiosa malattia.

Tratto da  Elisir di Salute (copyright)  

 il punto di vista di medici e ricercatori  

gennaio/febbraio 2018

Dott. Alfredo Luca Parmeggiani

Specialista in Otorinolaringoiatria

Dirigente Medico U.O.C. ORL B – AUSL Bologna

AOOI (Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani)


Elisir di Salute • gennaio-febbraio 2018